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High Sierra si blocca all’avvio: opendirectoryd: Too many corpses being created

HighSierra non parte boot bloccato

Mi era capitato un improvviso blocco all’avvio di un iMac 27″ 5K late-2015, dopo l’ultimo aggiornamento di macOS High Sierra 10.13.3 che ho risolto solo dopo tanti tentativi grazie ad una soluzione trovata da un utente nei forum Apple. La schermata iniziale con la mela bianca su sfondo nero si bloccava con la barra di avanzamento apparentemente al 100%.

Delusione totale per l’assistenza Apple, seppur volenterosa a livello umano, sia tramite il loro canale ufficiale su Twitter (https://twitter.com/AppleSupport), sia via email e telefono. Ho dovuto insistere molto affinché analizzassero i dati diagnostici, grazie ad un programma chiamato “Capture_Data”, ma senza alcun risultato e anzi con un assurdo consiglio di “provare un altro cavo USB” dopo due settimane di ogni prova possibile (nel mio caso l’HD di avvio interessato era uno esterno). È stato inutile far notare che è un bug riscontrato da molte altre persone e che è inaccettabile che facciano finta di nulla. Invito tutti quelli che avessero un problema simile a tartassare Apple in ogni modo, affinché si prenda la responsabilità di risolvere il problema: https://www.apple.com/feedback/macos.html

Nonostante vi siano centinaia di messaggi di utenti Apple molto arrabbiati per lo stesso tipo di blocco, non c’è ancora un riconoscimento ufficiale del bug e quindi una chiara spiegazione, né una soluzione unica per tutti. Ho deciso quindi di elencare alcuni link ai forum Apple che indicano varie soluzioni possibili da provare e più sotto descrivo il metodo che per me è stato risolutivo e ha fatto ripartire il Mac senza dover formattare. Anticipo subito che reinstallare sopra il sistema esistente non serve a niente, in qualunque modo tradizionale lo si faccia: né da chiavetta USB, né da un’altra partizione interna, né da Recovery, né via internet.

I vari metodi risolutivi che si trovano si basano tutti sullo stesso concetto, cioè che qualcosa nel boot è corrotto e va creato un utente con lo stesso nome corto di quello che non parte (affinché “erediti” tutta la home), dopo aver cancellato a mano da Terminale, in modalità Recovery, i file di sistema e reinstallato High Sierra successivamente.

La soluzione da me testata funziona se avviando in modalità Verbose (cmd-v subito dopo l’accensione) il Mac si blocca con una sfilza di “opendirectoryd: Too many corpses being created” (idem se al posto di “opendirectoryd” c’è “qmasterd”) e si trova in origine in questo forum Apple dal titolo “High Sierra: qmasterd/opendirectoryd: Too many corpses being created”: https://discussions.apple.com/message/33019296#message33019296 (utente rew10000)

 

High Sierra opendirectoryd Too many corpses being created

High Sierra opendirectoryd: Too many corpses being created

In questo sito c’è la spiegazione più dettagliata, in inglese, con due metodi diversi per eseguire le stesse operazioni di recupero:
http://capitoladesign.com/2018/02/10/osx-too-many-corpses-the-30-minute-fix-no-data-loss/

 

Come eliminare il blocco del boot con la barra di progressione che si ferma alla fine

  1. Accendere il Mac e premere i tasti cmd-v (⌘-v), finché appare una schermata nera con molte scritte bianche (modalità Verbose)
  2. Verificare l’effettivo blocco come da oggetto, cioè una sfilza di righe con “Process[n] crashed: opendirectoryd. Too many corpses being created” in cui “n” sale all’infinito, bloccando quindi l’ultima parte del processo di avvio
  3. Spegnere manualmente il Mac tenendo premuto il tasto di accensione
  4. Riaccendere in modalità Ripristino – Recovery (premendo cmd-r)
  5. Opzionale: sempre da Ripristino far partire Utility Disco per creare un backup su altro disco in formato immagine
  6. Restando in Ripristino, il procedimento sarà di aprire il Terminale e rinominare tutte le cartelle di sistema presenti nella root del vostro disco di avvio bloccato (può essere sia quello interno che quello esterno), tranne quelle che volete tenere; io ho mantenuto Applications, Users, Volume e ho invece cancellato anche alcuni file, anche se pare non sia strettamente necessario (.Spotlight e .PKInstallSandboxManager-SystemSoftware). Inoltre in precedenza avevo copiato altrove alcune directory essenziali della Libreria utente, ad es. Firefox, Thunderbird, Messaggi e altre che contengono i dati utente (si può fare accedendo da un altro Mac al disco bloccato facendolo partire in modalità Target “cmd-t”, oppure da altra partizione sullo stesso volume)
  7. Per vedere l’elenco dei file e scegliere il volume su cui operare: “cd /Volumes/Macintosh\ HD” (oppure il nome del vostro disco tipo “cd /Volumes/MioDisco”) e poi “ls -al” (LS -AL); se il disco è esterno seguite queste brevi istruzioni per accedervi: https://discussions.apple.com/thread/3871334
  8. Per rinominare le cartelle di sistema da sostituire: “mv System vecchio_System” – “mv Library vecchio_Library” eccetera; attenzione alcune sono dei link, non cancellate quelle scritte ad es. così “/etc –> xxxx”
  9. Una volta terminato di rinominare, uscite dalla sessione scrivendo “exit” e chiudete il Terminale
  10. Restando in modalità Ripristino scegliete di reinstallare il sistema sul disco bloccato. Alla fine del lungo processo, High Sierra a mio parere ci mette più tempo dei sistemi precedenti, vi verrà chiesto di scegliere un nome utente e dovrete scrivere lo stesso nome breve che già usavate (il nome breve è quello che inserite all’avvio)
  11. Finito! Ora dovrebbe avviarsi tutto normalmente. Spegnete e riaccendete un po’ di volte per sicurezza. Io ho anche eseguito una ulteriore pulizia di tutti i database e cache con Onyx.
  12. Quando siete sicuri che il sistema è stabile, ripartite in modalità Recupero, aprite il Terminale, digitate “ls -al” per ottenere l’elenco dei file e cancellate le cartelle precedentemente rinominate, ad es: “rm -rf vecchio_System”

 

Può darsi che dobbiate reinstallare alcune applicazioni che richiedono permessi di sicurezza, oppure che vi venga chiesto di autorizzarle tramite le Preferenze di Sistema – Sicurezza e Privacy / Generali.

 

Nel sito Apple ci sono altre discussioni sullo stesso argomento:

Mac is stuck at full progress bar
https://discussions.apple.com/thread/8204994

High Sierra: qmasterd/opendirectoryd: Too many corpses being created
https://discussions.apple.com/thread/8233402

crashed: too many corpses being created
https://discussions.apple.com/thread/7100079

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Recensione alimentatore HiQ+ con attacco MagSafe

Per chi utilizza un MacBook (Pro) con attacco MagSafe questo alimentatore di marca HiQ+ da 85W è ottimo! Col passare degli anni quello originale si era improvvisamente guastato (tra l’altro anche il cavo originale nella parte in cui si collega al portatile può facilmente rovinarsi) e quindi dopo aver visto che Apple lo vende all’esoso prezzo di 89 euro, ho comprato questo compatibile HiQ+ che va bene per Apple MacBook Pro 15″ A1286 e 17″ A1297 – Modelli da mid-2010 fino a mid- 2012.

 

È uguale all’originale, solamente senza il logo della Mela e senza il cavo della corrente che però si recupera da quello precedente.

La ricarica è piuttosto veloce, su un MacBook Pro 15″ mid-2010 dal 3% di carica residua al 95% in circa 2h20 (con batteria quasi nuova, cambiata da poco).

Il prezzo è molto conveniente, qui sotto i link per comprare l’alimentatore MagSafe con attacco a L, oppure il più nuovo MagSafe 2 per modelli successivi alla metà del 2012:

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Recensione FRITZ!Powerline AVM 1220E in LAN con NETGEAR PLP1200

Questa è la seconda parte dei test su dispositivi Powerline, stavolta aggiungendo in LAN una coppia di AVM 1220E oltre ai NETGEAR PLP1200 dell’articolo precedente.

Anche in questo caso ho effettuato le prove sia sulle prese a muro che sugli UPS Eaton, però il router Fritz!Box l’ho spostato in un altro ambiente e questo mi ha permesso di notare delle differenze anche notevoli di velocità rispetto a prima, non credo per via dei Powerline, ma penso a causa della distanza e forse a seconda della linea elettrica (luce/forza) a cui sono ora collegati.

Mettendoli in posizione simile, i powerline AVM e i NETGEAR vanno quasi uguali; forse questi ultimi un po’ più veloci, ho l’impressione che siano meno influenzati da filtri ed adattatori rispetto agli AVM. Le mie sono osservazioni empiriche in un lasso di tempo limitato e se nei prossimi mesi noterò divergenze aggiornerò le tabelle.

I Powerline AVM 1220E hanno un design tipico da AVM 😀 nel senso che sono un po’ pacchiani, con una grossa scritta “FRITZ! Powerline” e la classica riga rossa. I led di stato sembrano dei semafori, sono grandi e molto luminosi, anche troppo a mio parere e questo rende impossibile tenerli sempre collegati ad esempio in camera da letto; infatti anche quando sono in stand-by uno dei led lampeggia ogni 5 secondi! Devo dire che in questo i NETGEAR sono pensati meglio, sia perché i led sono molto più discreti, sia perché in stand-by l’unico che resta acceso diventa di color ambra e resta fisso. È pur vero che dalla configurazione tramite il Fritz!Box si possono spegnere del tutto, ma non mi pare una soluzione accettabile.
Per il resto sono robusti, il modello 1220E ha la presa passante, i cavi Ethernet forniti sono lunghi 180 cm come quelli di NETGEAR (però sono legati meglio nella scatola), c’è il manuale cartaceo; per attivare la protezione delle comunicazioni non serve premere il bottoncino come per altre marche, il tutto avviene in automatico. Per aggiungere dei dispositivi, è facile poterlo fare dall’interfaccia del Fritz!Box inserendo la password indicata sui Powerline e questo vi assicuro che è molto più comodo rispetto a dover premere il bottoncino se ne state collegando uno aggiuntivo, magari sotto ad una scrivania in mezzo a tanti cavi! Infine, sono aggiornabili direttamente dall’interfaccia del router Fritz!Box (solo gli AVM).

Rispetto al primo test, ora sono sempre in funzione 3 dispositivi: il set con 2 AVM 1220E e 1 NETGEAR PLP1200 (il secondo dispositivo del set l’ho usato per le misurazioni aggiuntive indicate nella tabella). Il powerline “principale” (AVM) è su una presa a muro Schuko 10A (luce), collegato ad una porta Gigabit del Fritz!Box usando un cavo molto corto; il router è a sua volta collegato, tramite presa passante del FRITZ!Powerline, ad un UPS Eaton 3S 550VA.
L’UPS Eaton Protection Station 650VA USB è ora in una stanza distante circa 20 metri dal router (in linea d’aria, i cavi elettrici fanno un giro ben più lungo che però non so quantificare), mentre nella prima serie di test si trovava molto più vicino e sulla stessa linea di forza.
Uno dei powerline NETGEAR è ora sempre su un quadro elettrico, velocità: 190 – 340 (download) / 135 – 150 (upload).
Il secondo powerline NETGEAR l’ho collegato a diverse prese per confrontare le velocità raggiungibili.
Tutte le velocità indicate sono in Megabit per secondo.

Posizione AVM 1220EDownloadUploadPosizione NETGEAR PLP1200DownloadUpload
UPS Eaton 650VA presa PLC80 – 10050 – 135su quadro elettrico (ABB)190 – 340135 – 148
su presa 16A vicino a UPS190 – 240190 – 220su presa 16A a metà corridoio280 – 400170 – 210
su presa 10A linea diretta795 – 755190 – 220UPS Eaton 650VA presa PLC95 – 11564 – 90
su presa 16A vicino UPS215 – 280185 – 210su presa 10A vicino UPS202 – 242103 – 106
su presa 10A vicino UPS220 – 280120 – 150su presa 10A vicino UPS202 – 242103 – 106
su presa 10A linea diretta795 – 770755 – 735su presa 10A linea diretta890 media800 media

Questa è la gamma completa dei FRITZ!Powerline:
https://it.avm.de/prodotti/prodotti-avm-a-confronto/fritzpowerline/fritzpowerline/

Dopo queste numerose prove confermo la mia idea della prima serie di test anche riguardo i Powerline AVM, perfettamente compatibili coi NETGEAR; una buona alternativa per chi avesse difficoltà nella copertura wi-fi e/o non potendo passare cavi Ethernet, oppure per fare da ponte tra ambienti lontani dove poi collegare un Access Point o un ripetitore wi-fi. La velocità minima sarà comunque superiore alla wi-fi sui 2,4 GHz (idem sui 5 GHz dai miei test con iPhone 5/5S) e in condizioni buone andrà come in modalità “ac” sui 5 GHz (provato con MacBook Pro). Confermo che la differenza principale impiegando i powerline rispetto ai collegamenti con cavi Ethernet, velocità assoluta a parte, sta nella variabilità; non ho notato problemi invece per quanto riguarda la latenza, seppure anche questa sia meno stabile rispetto al cavo.

 

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Recensione Powerline NETGEAR PLP1200

Questa è la prima parte di alcune prove di diversi dispositivi Powerline in una LAN “domestica”, cioè non in un ufficio con collegamenti strutturati e prese di corrente ovunque. So che si trovano molte recensioni di diversi modelli di Powerline, alcuni utili video su YouTube e discussioni sui forum, però non avevo trovato nessuno che mostrasse come si comportano in situazioni reali, cioè non ottimali rispetto a quanto indicato dai produttori. Premetto che tutte le indicazioni di velocità derivano da osservazioni empiriche, cioè controllando di volta in volta i valori mostrati dal mio router (AVM Fritz!Box 7490) e non ho in questa prima fase verificato la qualità nei trasferimenti di grossi file all’interno della LAN.

Lo scopo complessivo è infatti verificare la compatibilità tra marche diverse (NETGEAR e AVM), la qualità costruttiva, la semplicità di utilizzo, le velocità raggiungibili in diverse situazioni. È piuttosto difficile infatti che in un normale appartamento o ufficio tradizionale vi siano gruppi di prese di corrente in quantità, magari Schuko a muro e quindi di poter evitare l’uso di “ciabatte” multipresa. Dico subito che è possibile impiegare dei Powerline di marche diverse se rispettano le specifiche HomePlug.
Il mio obiettivo finale è di eliminare un certo numero di cavi Ethernet e dare connettività ad alcuni computer senza usare wi-fi, non è in questa fase tanto importante la velocità che otterrò in LAN.

Ho inoltre voluto testare i Powerline anche collegandoli agli UPS (gruppi di continuità), sia sulla porta dedicata PLC (ossia compatibile Powerline) come su alcuni modelli Eaton, sia sulle prese normali. Ho poi confrontato i risultati collegandoli direttamente a muro.
Se qualcuno conosce un UPS di ridotte dimensioni con presa PLC, me lo scriva nei commenti! 🙂

In questo primo articolo illustrerò il funzionamento di un set di Powerline di marca NETGEAR, modello PLP1200 (quelli con la presa Schuko passante). Al momento è il top di gamma, almeno sulla carta, in quanto il massimo teorico è di 1.200 Mbps (quindi più della Ethernet 1 Gbps).

La qualità costruttiva di questi Powerline NETGEAR è elevata, la plastica di buona qualità, sono robusti e anche esteticamente si presentano bene. Vengono forniti con 2 cavi Ethernet lunghi ben 180 cm, l’unica pecca è che sono piegati molto stretti per farli stare nella scatola.
I tre led che indicano il funzionamento sono ben visibili, ma non troppo forti; un’osservazione che posso fare è che il terzo led che serve ad indicare la sicurezza e la qualità della trasmissione è tarato in modo poco utile per questa classe di powerline, nel senso che diventa verde (massima performance) già da 80 Mbps, a mio parere una soglia troppo bassa. Gli altri stati sono color rosso (sotto i 50 Mbps) e arancione (tra 50 e 80 Mbps).
Le istruzioni sono in diverse lingue, è davvero semplice farli funzionare. Mel mio caso sono rimasto un po’ infastidito dal fatto che per OS X il software presente nel CD non funzioni affatto, non rileva i dispositivi che invece vengono visti perfettamente dal router AVM. La stessa NETGEAR nel suo sito dichiara che per Mac al momento non c’è il driver aggiornato e allora non vedo perché ci mettano il programma “NETGEAR_Powerline_MAC_Setup” se non funziona.

La rete per le mie prove è composta da un router AVM Fritz!Box 7490 con prese Ethernet impostabili a 100 e 1.000 Mbps ed alcuni Mac. Gli UPS sono MGE (un modello con parecchi anni) e due Eaton (Protection Station 650VA che dispone anche di una presa PLC solo filtrata, non sotto batteria, più un 3S 550VA senza presa PLC).

 

 

In questa prima serie di test il powerline “secondario” è stato collegato ad una scheda di rete Farallon con velocità fissa a 100 Mbps e poi ad un MacBook Pro (Ethernet 1 Gbps), mentre il dispositivo principale è collegato allo switch del router su una porta a 1 Gbps. Preciso inoltre che la distanza tra i due UPS, le prese a muro e i vari apparati era molto breve, al contrario di quanto sarà nel prossimo articolo per altri test con una disposizione diversa. Le velocità sono indicate in megabit al secondo.

Posizione PLP1200 primoPosizione PLP1200 secondoDownloadUpload
a muro 16A, con adattatore VimarUPS Eaton 650VA su presa PLC500 – 650530 – 680
a muro 16A, con adattatore Vimarsu quadro elettrico (ABB)670 – 895700 – 805
a muro 16A, con adattatore VimarUPS Eaton 650VA su presa Master340 – 360circa 380
UPS MGE 420VA su presa alimentataUPS Eaton 650VA su presa PLC210 – 15075 – 215
a muro 16A, con adattatore VimarUPS Eaton 650VA su presa PLC – spento!circa 38circa 180

Il motivo per cui nell’ultima riga, seconda colonna, è indicato “spento” è perché avevo spento fisicamente col pulsante l’UPS; il powerline ha continuato a funzionare in quanto la presa PLC è tra quelle solo sotto protezione anti fulmine (non batteria) che sono passanti; non so però per quale motivo in questa situazione la velocità in download si abbassi così tanto. Se qualcuno avesse una spiegazione, la scriva pure nei commenti.

Alla fine di questa prima fase posso affermare che i Powerline PLP1200 di NETGEAR hanno raggiunto lo scopo, svolgendo egregiamente il loro lavoro, per cui li consiglio a chi avesse difficoltà nella copertura wi-fi e/o non potendo cablare in Ethernet. La velocità anche nella peggiore delle ipotesi sarà comunque superiore alla wi-fi sui 2,4 GHz (idem sui 5 GHz dai miei test con iPhone 5/5S) e mediamente andrà come in modalità “ac” sempre sui 5 GHz (provato con MacBook Pro). La differenza principale coi powerline rispetto ai collegamenti con cavi Ethernet, velocità assoluta a parte, sta nella continua variabilità; nessun problema invece per quanto riguarda la latenza.

Aggiornamento 18/05/17:
Per pura curiosità ho collegato uno dei Powerline NETGEAR ad una presa in cantina, due piani sotto al mio, e la velocità rilevata era di ben 415 Mbps in download e 175 Mbps in Upload, tra l’altro piuttosto stabile!

 

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