post

High Sierra si blocca all’avvio: opendirectoryd: Too many corpses being created

HighSierra non parte boot bloccato

Mi era capitato un improvviso blocco all’avvio di un iMac 27″ 5K late-2015, dopo l’ultimo aggiornamento di macOS High Sierra 10.13.3 che ho risolto solo dopo tanti tentativi grazie ad una soluzione trovata da un utente nei forum Apple. La schermata iniziale con la mela bianca su sfondo nero si bloccava con la barra di avanzamento apparentemente al 100%.

Delusione totale per l’assistenza Apple, seppur volenterosa a livello umano, sia tramite il loro canale ufficiale su Twitter (https://twitter.com/AppleSupport), sia via email e telefono. Ho dovuto insistere molto affinché analizzassero i dati diagnostici, grazie ad un programma chiamato “Capture_Data”, ma senza alcun risultato e anzi con un assurdo consiglio di “provare un altro cavo USB” dopo due settimane di ogni prova possibile (nel mio caso l’HD di avvio interessato era uno esterno). È stato inutile far notare che è un bug riscontrato da molte altre persone e che è inaccettabile che facciano finta di nulla. Invito tutti quelli che avessero un problema simile a tartassare Apple in ogni modo, affinché si prenda la responsabilità di risolvere il problema: https://www.apple.com/feedback/macos.html

Nonostante vi siano centinaia di messaggi di utenti Apple molto arrabbiati per lo stesso tipo di blocco, non c’è ancora un riconoscimento ufficiale del bug e quindi una chiara spiegazione, né una soluzione unica per tutti. Ho deciso quindi di elencare alcuni link ai forum Apple che indicano varie soluzioni possibili da provare e più sotto descrivo il metodo che per me è stato risolutivo e ha fatto ripartire il Mac senza dover formattare. Anticipo subito che reinstallare sopra il sistema esistente non serve a niente, in qualunque modo tradizionale lo si faccia: né da chiavetta USB, né da un’altra partizione interna, né da Recovery, né via internet.

I vari metodi risolutivi che si trovano si basano tutti sullo stesso concetto, cioè che qualcosa nel boot è corrotto e va creato un utente con lo stesso nome corto di quello che non parte (affinché “erediti” tutta la home), dopo aver cancellato a mano da Terminale, in modalità Recovery, i file di sistema e reinstallato High Sierra successivamente.

La soluzione da me testata funziona se avviando in modalità Verbose (cmd-v subito dopo l’accensione) il Mac si blocca con una sfilza di “opendirectoryd: Too many corpses being created” (idem se al posto di “opendirectoryd” c’è “qmasterd”) e si trova in origine in questo forum Apple dal titolo “High Sierra: qmasterd/opendirectoryd: Too many corpses being created”: https://discussions.apple.com/message/33019296#message33019296 (utente rew10000)

 

High Sierra opendirectoryd Too many corpses being created

High Sierra opendirectoryd: Too many corpses being created

In questo sito c’è la spiegazione più dettagliata, in inglese, con due metodi diversi per eseguire le stesse operazioni di recupero:
http://capitoladesign.com/2018/02/10/osx-too-many-corpses-the-30-minute-fix-no-data-loss/

 

Come eliminare il blocco del boot con la barra di progressione che si ferma alla fine

  1. Accendere il Mac e premere i tasti cmd-v (⌘-v), finché appare una schermata nera con molte scritte bianche (modalità Verbose)
  2. Verificare l’effettivo blocco come da oggetto, cioè una sfilza di righe con “Process[n] crashed: opendirectoryd. Too many corpses being created” in cui “n” sale all’infinito, bloccando quindi l’ultima parte del processo di avvio
  3. Spegnere manualmente il Mac tenendo premuto il tasto di accensione
  4. Riaccendere in modalità Ripristino – Recovery (premendo cmd-r)
  5. Opzionale: sempre da Ripristino far partire Utility Disco per creare un backup su altro disco in formato immagine
  6. Restando in Ripristino, il procedimento sarà di aprire il Terminale e rinominare tutte le cartelle di sistema presenti nella root del vostro disco di avvio bloccato (può essere sia quello interno che quello esterno), tranne quelle che volete tenere; io ho mantenuto Applications, Users, Volume e ho invece cancellato anche alcuni file, anche se pare non sia strettamente necessario (.Spotlight e .PKInstallSandboxManager-SystemSoftware). Inoltre in precedenza avevo copiato altrove alcune directory essenziali della Libreria utente, ad es. Firefox, Thunderbird, Messaggi e altre che contengono i dati utente (si può fare accedendo da un altro Mac al disco bloccato facendolo partire in modalità Target “cmd-t”, oppure da altra partizione sullo stesso volume)
  7. Per vedere l’elenco dei file e scegliere il volume su cui operare: “cd /Volumes/Macintosh\ HD” (oppure il nome del vostro disco tipo “cd /Volumes/MioDisco”) e poi “ls -al” (LS -AL); se il disco è esterno seguite queste brevi istruzioni per accedervi: https://discussions.apple.com/thread/3871334
  8. Per rinominare le cartelle di sistema da sostituire: “mv System vecchio_System” – “mv Library vecchio_Library” eccetera; attenzione alcune sono dei link, non cancellate quelle scritte ad es. così “/etc –> xxxx”
  9. Una volta terminato di rinominare, uscite dalla sessione scrivendo “exit” e chiudete il Terminale
  10. Restando in modalità Ripristino scegliete di reinstallare il sistema sul disco bloccato. Alla fine del lungo processo, High Sierra a mio parere ci mette più tempo dei sistemi precedenti, vi verrà chiesto di scegliere un nome utente e dovrete scrivere lo stesso nome breve che già usavate (il nome breve è quello che inserite all’avvio)
  11. Finito! Ora dovrebbe avviarsi tutto normalmente. Spegnete e riaccendete un po’ di volte per sicurezza. Io ho anche eseguito una ulteriore pulizia di tutti i database e cache con Onyx.
  12. Quando siete sicuri che il sistema è stabile, ripartite in modalità Recupero, aprite il Terminale, digitate “ls -al” per ottenere l’elenco dei file e cancellate le cartelle precedentemente rinominate, ad es: “rm -rf vecchio_System”

 

Può darsi che dobbiate reinstallare alcune applicazioni che richiedono permessi di sicurezza, oppure che vi venga chiesto di autorizzarle tramite le Preferenze di Sistema – Sicurezza e Privacy / Generali.

 

Nel sito Apple ci sono altre discussioni sullo stesso argomento:

Mac is stuck at full progress bar
https://discussions.apple.com/thread/8204994

High Sierra: qmasterd/opendirectoryd: Too many corpses being created
https://discussions.apple.com/thread/8233402

crashed: too many corpses being created
https://discussions.apple.com/thread/7100079

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Recensione alimentatore HiQ+ con attacco MagSafe

Per chi utilizza un MacBook (Pro) con attacco MagSafe questo alimentatore di marca HiQ+ da 85W è ottimo! Col passare degli anni quello originale si era improvvisamente guastato (tra l’altro anche il cavo originale nella parte in cui si collega al portatile può facilmente rovinarsi) e quindi dopo aver visto che Apple lo vende all’esoso prezzo di 89 euro, ho comprato questo compatibile HiQ+ che va bene per Apple MacBook Pro 15″ A1286 e 17″ A1297 – Modelli da mid-2010 fino a mid- 2012.

 

È uguale all’originale, solamente senza il logo della Mela e senza il cavo della corrente che però si recupera da quello precedente.

La ricarica è piuttosto veloce, su un MacBook Pro 15″ mid-2010 dal 3% di carica residua al 95% in circa 2h20 (con batteria quasi nuova, cambiata da poco).

Il prezzo è molto conveniente, qui sotto i link per comprare l’alimentatore MagSafe con attacco a L, oppure il più nuovo MagSafe 2 per modelli successivi alla metà del 2012:

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Recensione FRITZ!Powerline AVM 1220E in LAN con NETGEAR PLP1200

Questa è la seconda parte dei test su dispositivi Powerline, stavolta aggiungendo in LAN una coppia di AVM 1220E oltre ai NETGEAR PLP1200 dell’articolo precedente.

Anche in questo caso ho effettuato le prove sia sulle prese a muro che sugli UPS Eaton, però il router Fritz!Box l’ho spostato in un altro ambiente e questo mi ha permesso di notare delle differenze anche notevoli di velocità rispetto a prima, non credo per via dei Powerline, ma penso a causa della distanza e forse a seconda della linea elettrica (luce/forza) a cui sono ora collegati.

Mettendoli in posizione simile, i powerline AVM e i NETGEAR vanno quasi uguali; forse questi ultimi un po’ più veloci, ho l’impressione che siano meno influenzati da filtri ed adattatori rispetto agli AVM. Le mie sono osservazioni empiriche in un lasso di tempo limitato e se nei prossimi mesi noterò divergenze aggiornerò le tabelle.

I Powerline AVM 1220E hanno un design tipico da AVM 😀 nel senso che sono un po’ pacchiani, con una grossa scritta “FRITZ! Powerline” e la classica riga rossa. I led di stato sembrano dei semafori, sono grandi e molto luminosi, anche troppo a mio parere e questo rende impossibile tenerli sempre collegati ad esempio in camera da letto; infatti anche quando sono in stand-by uno dei led lampeggia ogni 5 secondi! Devo dire che in questo i NETGEAR sono pensati meglio, sia perché i led sono molto più discreti, sia perché in stand-by l’unico che resta acceso diventa di color ambra e resta fisso. È pur vero che dalla configurazione tramite il Fritz!Box si possono spegnere del tutto, ma non mi pare una soluzione accettabile.
Per il resto sono robusti, il modello 1220E ha la presa passante, i cavi Ethernet forniti sono lunghi 180 cm come quelli di NETGEAR (però sono legati meglio nella scatola), c’è il manuale cartaceo; per attivare la protezione delle comunicazioni non serve premere il bottoncino come per altre marche, il tutto avviene in automatico. Per aggiungere dei dispositivi, è facile poterlo fare dall’interfaccia del Fritz!Box inserendo la password indicata sui Powerline e questo vi assicuro che è molto più comodo rispetto a dover premere il bottoncino se ne state collegando uno aggiuntivo, magari sotto ad una scrivania in mezzo a tanti cavi! Infine, sono aggiornabili direttamente dall’interfaccia del router Fritz!Box (solo gli AVM).

Rispetto al primo test, ora sono sempre in funzione 3 dispositivi: il set con 2 AVM 1220E e 1 NETGEAR PLP1200 (il secondo dispositivo del set l’ho usato per le misurazioni aggiuntive indicate nella tabella). Il powerline “principale” (AVM) è su una presa a muro Schuko 10A (luce), collegato ad una porta Gigabit del Fritz!Box usando un cavo molto corto; il router è a sua volta collegato, tramite presa passante del FRITZ!Powerline, ad un UPS Eaton 3S 550VA.
L’UPS Eaton Protection Station 650VA USB è ora in una stanza distante circa 20 metri dal router (in linea d’aria, i cavi elettrici fanno un giro ben più lungo che però non so quantificare), mentre nella prima serie di test si trovava molto più vicino e sulla stessa linea di forza.
Uno dei powerline NETGEAR è ora sempre su un quadro elettrico, velocità: 190 – 340 (download) / 135 – 150 (upload).
Il secondo powerline NETGEAR l’ho collegato a diverse prese per confrontare le velocità raggiungibili.
Tutte le velocità indicate sono in Megabit per secondo.

Posizione AVM 1220EDownloadUploadPosizione NETGEAR PLP1200DownloadUpload
UPS Eaton 650VA presa PLC80 – 10050 – 135su quadro elettrico (ABB)190 – 340135 – 148
su presa 16A vicino a UPS190 – 240190 – 220su presa 16A a metà corridoio280 – 400170 – 210
su presa 10A linea diretta795 – 755190 – 220UPS Eaton 650VA presa PLC95 – 11564 – 90
su presa 16A vicino UPS215 – 280185 – 210su presa 10A vicino UPS202 – 242103 – 106
su presa 10A vicino UPS220 – 280120 – 150su presa 10A vicino UPS202 – 242103 – 106
su presa 10A linea diretta795 – 770755 – 735su presa 10A linea diretta890 media800 media

Questa è la gamma completa dei FRITZ!Powerline:
https://it.avm.de/prodotti/prodotti-avm-a-confronto/fritzpowerline/fritzpowerline/

Dopo queste numerose prove confermo la mia idea della prima serie di test anche riguardo i Powerline AVM, perfettamente compatibili coi NETGEAR; una buona alternativa per chi avesse difficoltà nella copertura wi-fi e/o non potendo passare cavi Ethernet, oppure per fare da ponte tra ambienti lontani dove poi collegare un Access Point o un ripetitore wi-fi. La velocità minima sarà comunque superiore alla wi-fi sui 2,4 GHz (idem sui 5 GHz dai miei test con iPhone 5/5S) e in condizioni buone andrà come in modalità “ac” sui 5 GHz (provato con MacBook Pro). Confermo che la differenza principale impiegando i powerline rispetto ai collegamenti con cavi Ethernet, velocità assoluta a parte, sta nella variabilità; non ho notato problemi invece per quanto riguarda la latenza, seppure anche questa sia meno stabile rispetto al cavo.

 

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Recensione Powerline NETGEAR PLP1200

Questa è la prima parte di alcune prove di diversi dispositivi Powerline in una LAN “domestica”, cioè non in un ufficio con collegamenti strutturati e prese di corrente ovunque. So che si trovano molte recensioni di diversi modelli di Powerline, alcuni utili video su YouTube e discussioni sui forum, però non avevo trovato nessuno che mostrasse come si comportano in situazioni reali, cioè non ottimali rispetto a quanto indicato dai produttori. Premetto che tutte le indicazioni di velocità derivano da osservazioni empiriche, cioè controllando di volta in volta i valori mostrati dal mio router (AVM Fritz!Box 7490) e non ho in questa prima fase verificato la qualità nei trasferimenti di grossi file all’interno della LAN.

Lo scopo complessivo è infatti verificare la compatibilità tra marche diverse (NETGEAR e AVM), la qualità costruttiva, la semplicità di utilizzo, le velocità raggiungibili in diverse situazioni. È piuttosto difficile infatti che in un normale appartamento o ufficio tradizionale vi siano gruppi di prese di corrente in quantità, magari Schuko a muro e quindi di poter evitare l’uso di “ciabatte” multipresa. Dico subito che è possibile impiegare dei Powerline di marche diverse se rispettano le specifiche HomePlug.
Il mio obiettivo finale è di eliminare un certo numero di cavi Ethernet e dare connettività ad alcuni computer senza usare wi-fi, non è in questa fase tanto importante la velocità che otterrò in LAN.

Ho inoltre voluto testare i Powerline anche collegandoli agli UPS (gruppi di continuità), sia sulla porta dedicata PLC (ossia compatibile Powerline) come su alcuni modelli Eaton, sia sulle prese normali. Ho poi confrontato i risultati collegandoli direttamente a muro.
Se qualcuno conosce un UPS di ridotte dimensioni con presa PLC, me lo scriva nei commenti! 🙂

In questo primo articolo illustrerò il funzionamento di un set di Powerline di marca NETGEAR, modello PLP1200 (quelli con la presa Schuko passante). Al momento è il top di gamma, almeno sulla carta, in quanto il massimo teorico è di 1.200 Mbps (quindi più della Ethernet 1 Gbps).

La qualità costruttiva di questi Powerline NETGEAR è elevata, la plastica di buona qualità, sono robusti e anche esteticamente si presentano bene. Vengono forniti con 2 cavi Ethernet lunghi ben 180 cm, l’unica pecca è che sono piegati molto stretti per farli stare nella scatola.
I tre led che indicano il funzionamento sono ben visibili, ma non troppo forti; un’osservazione che posso fare è che il terzo led che serve ad indicare la sicurezza e la qualità della trasmissione è tarato in modo poco utile per questa classe di powerline, nel senso che diventa verde (massima performance) già da 80 Mbps, a mio parere una soglia troppo bassa. Gli altri stati sono color rosso (sotto i 50 Mbps) e arancione (tra 50 e 80 Mbps).
Le istruzioni sono in diverse lingue, è davvero semplice farli funzionare. Mel mio caso sono rimasto un po’ infastidito dal fatto che per OS X il software presente nel CD non funzioni affatto, non rileva i dispositivi che invece vengono visti perfettamente dal router AVM. La stessa NETGEAR nel suo sito dichiara che per Mac al momento non c’è il driver aggiornato e allora non vedo perché ci mettano il programma “NETGEAR_Powerline_MAC_Setup” se non funziona.

La rete per le mie prove è composta da un router AVM Fritz!Box 7490 con prese Ethernet impostabili a 100 e 1.000 Mbps ed alcuni Mac. Gli UPS sono MGE (un modello con parecchi anni) e due Eaton (Protection Station 650VA che dispone anche di una presa PLC solo filtrata, non sotto batteria, più un 3S 550VA senza presa PLC).

 

 

In questa prima serie di test il powerline “secondario” è stato collegato ad una scheda di rete Farallon con velocità fissa a 100 Mbps e poi ad un MacBook Pro (Ethernet 1 Gbps), mentre il dispositivo principale è collegato allo switch del router su una porta a 1 Gbps. Preciso inoltre che la distanza tra i due UPS, le prese a muro e i vari apparati era molto breve, al contrario di quanto sarà nel prossimo articolo per altri test con una disposizione diversa. Le velocità sono indicate in megabit al secondo.

Posizione PLP1200 primoPosizione PLP1200 secondoDownloadUpload
a muro 16A, con adattatore VimarUPS Eaton 650VA su presa PLC500 – 650530 – 680
a muro 16A, con adattatore Vimarsu quadro elettrico (ABB)670 – 895700 – 805
a muro 16A, con adattatore VimarUPS Eaton 650VA su presa Master340 – 360circa 380
UPS MGE 420VA su presa alimentataUPS Eaton 650VA su presa PLC210 – 15075 – 215
a muro 16A, con adattatore VimarUPS Eaton 650VA su presa PLC – spento!circa 38circa 180

Il motivo per cui nell’ultima riga, seconda colonna, è indicato “spento” è perché avevo spento fisicamente col pulsante l’UPS; il powerline ha continuato a funzionare in quanto la presa PLC è tra quelle solo sotto protezione anti fulmine (non batteria) che sono passanti; non so però per quale motivo in questa situazione la velocità in download si abbassi così tanto. Se qualcuno avesse una spiegazione, la scriva pure nei commenti.

Alla fine di questa prima fase posso affermare che i Powerline PLP1200 di NETGEAR hanno raggiunto lo scopo, svolgendo egregiamente il loro lavoro, per cui li consiglio a chi avesse difficoltà nella copertura wi-fi e/o non potendo cablare in Ethernet. La velocità anche nella peggiore delle ipotesi sarà comunque superiore alla wi-fi sui 2,4 GHz (idem sui 5 GHz dai miei test con iPhone 5/5S) e mediamente andrà come in modalità “ac” sempre sui 5 GHz (provato con MacBook Pro). La differenza principale coi powerline rispetto ai collegamenti con cavi Ethernet, velocità assoluta a parte, sta nella continua variabilità; nessun problema invece per quanto riguarda la latenza.

Aggiornamento 18/05/17:
Per pura curiosità ho collegato uno dei Powerline NETGEAR ad una presa in cantina, due piani sotto al mio, e la velocità rilevata era di ben 415 Mbps in download e 175 Mbps in Upload, tra l’altro piuttosto stabile!

 

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Come recuperare un volume persistente da Tails

Tails

Ho deciso di scrivere una breve guida in seguito ad un problema dopo aver aggiornato Tails dalla versione 2.5 alla 2.6.
In sintesi, con Tails 2.6 dopo aver selezionato l’avvio standard (quello Safe non partiva proprio), non appariva il Tails Greeter con la schermata per la scelta dell’attivazione del volume persistente e di altre opzioni.

Panico 😯

Selezionando dal menù la voce Persistence, esce l’avviso “the volume in not unlocked” e quindi il volume non viene mostrato.

In questa situazione il volume è comunque presente, i dati non sono andati persi; infatti aprendo l’applicazione Disks si vede chiaramente che il volume protetto (indicato come “LUKS”) è vivo e vegeto. Dopo aver cliccato sul lucchetto in basso a sinistra ed aver inserito la password corretta, appare però un pop-up che chiede la password di amministratore; a questo punto la difficoltà è che, come indicato nella guida sul sito di Tails, normalmente questa password non viene creata ed anzi ne sconsigliano l’uso.
È possibile forzarla in fase di avvio premendo il tasto Tab, aggiungendo questo comando alla fine della stringa di configurazione: “rootpw=password-che-volete” e successivamente aprendo il Terminale: su / passwd (vi chiederà la password). Ciò nonostante, a me il volume persistente non appariva , anche se le password venivano accettate.

Soluzione rapida: creare una nuova chiavetta con Tails 2.5 e copiarvi il volume persistente, dopo di che sistemare i permessi.


NB: la versione 2.5 contiene dei bug, per cui è importante essere consapevoli che questo downgrade è provvisorio e per i soli casi di specifici computer che hanno il problema sopra descritto.
Questo in attesa di vedere se la prossima versione 2.7 risolverà l’inconveniente; magari segnalate anche voi se notate lo stesso bug.

Per fortuna le istruzioni in Inglese per la copia manuale sono esatte (mentre c’è un errore nella spiegazione per masterizzare il DVD di avvio con OS X, perché da El Capitan in poi non si usa Utility Disco, ma si effettua direttamente dal Finder: click destro sull’immagine  Masterizza…) e quindi avendo le due chiavette collegate al computer, facendolo partire con la versione “vecchia” dopo aver creato la password amministratore, seguire questi passi:

Montare il volume persistente

  1. Dal menù Applications ▸ Utilities ▸ Disks
  2. Nella colonna sinistra, selezionare la chiavetta da recuperare (quella con Tails 2.6)
  3. Nella colonna destra, cliccare sulla partizione denominata LUKS. Il nome deve essere TailsData
  4. Cliccare sul bottone del lucchetto Unlock per sbloccare il volume persistente. Inserire la password del volume e cliccare Unlock.
  5. Cliccare sulla partizione TailsData partition che appare sotto alla partizione LUKS
  6. Cliccare sul bottone Mount Il vecchio volume persistente (quello che vogliamo recuperare) verrà montato in:
    /media/amnesia/TailsData

Come copiare i vecchi file sul nuovo volume persistente

  1. Dal menù Applications ▸ System Tools ▸ Root Terminal per aprire una sessione di terminale con diritti di root
  2. Inserire il comando “nautilus” per aprire la navigazione tra i documenti con diritti amministrativi
  3. Nel browser di documenti, arrivare fino a ‘/media/amnesia/TailsData’ per aprire il precedente volume persistente
  4. Sulla barra del titolo, selezionare Menu ▸ New Tab e spostarsi fino a ‘/live/persistence/TailsData_unlocked’ nella nuova scheda appena aperta
  5. Cliccare sulla scheda TailsData
  6. Per copiare una cartella contenente dei dati persistenti dal vecchio al nuovo volume persistente: drag and drop di questa cartella TailsData dentro la scheda “TailsData_unlocked”. Durante la copia, selezionare l’opzione Apply this action to all files e cliccare Merge per applicare l’impostazione a tutte le sottocartelle. In seguito potrebbe essere necessario riselezionare  Apply this action to all files e cliccare Replace per tutti i file. Non copiate una cartella se non sapete a cosa serva. A mio avviso basta copiare quelle che già avevate impostato nel precedente volume persistente.
    L’elenco esplicativo lo trovate alla fine di questa pagina: https://tails.boum.org/doc/first_steps/persistence/copy/index.en.html
  7. Dopo aver terminato la copia, chiudete il file browser

Tornate al Root Terminal, copia-incollate questo comando per sistemare correttamente i permessi di accesso ai vostri documenti personali.
Per essere sicuri che il comando sia andato a buon fine, vi consiglio di provare ad aprire uno dei documenti dal file browser (nella chiavetta nuova appena copiata). Se vi esce un errore di permessi, riaprite Root Terminal e ridate il comando.

find /live/persistence/TailsData_unlocked/ -uid 1000 -exec chown -R 1000:1000 '{}' \;

 

A questo punto la nuova chiavetta avrà il vecchio volume persistente; riavviate il computer con la chiavetta Tails 2.5 e dovrebbe apparire il cosiddetto Greeter con la scelta per montare il volume con tutti i vostri dati personali.

Sorridete 🙂

Licenza Creative Commons
Questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Rubrica dedicata a blacklist nel Fritz!Box

Per chi usa i router/centralini AVM Fritz!Box dal firmware 6.50 (*) in poi è stata aggiunta la possibilità di creare delle rubriche di tipo blacklist per bloccare lo spam telefonico, oltrepassando il limite dell’aggiunta per singolo numero (che è di massimo 32 blocchi di chiamata).

Procedura passo passo:

  1. Selezionare “Telefonia – Rubrica”, si aprirà la vostra attuale rubrica (se non avevate già dato un nome sarà genericamente “Rubrica”)
  2. Cliccare in alto a destra: “Nuova rubrica”
  3. Specificare un nome nel campo “Denominazione” (nel mio esempio “black2”) e confermare con OK
  4. Selezionare “Telefonia – Gestione chiamate”: appare la schermata abituale con l’elenco di eventuali numeri già inseriti singolarmente (nella mia schermata è quello di cui parlo in questo altro articolo); cliccate in basso a destra “Nuovo blocco chiamate”
  5. Si aprirà la schermata in cui scegliere il tipo di chiamata da bloccare, ossia “in entrata” e dal menù sotto selezionare come Campo = Rubrica e come Rubrica quella appena creata; confermare con OK!

A questo punto qualsiasi numero inserirete nella rubrica black2 verrà automaticamente ignorato a livello di suoneria; potrete comunque vedere quante volte ancora avranno cercato di tormentarvi guardando l’elenco delle chiamate che apparirà come rifiutata (icona rossa della cornetta del telefono con a fianco una X).

Ecco il mio elenco di numeri bloccati sul centralino Fritz!Box !

Potete creare anche più rubriche da bloccare, ad esempio divise per tipologia di spammer; potrebbe essere utile sia a livello statistico che per un’eventuale segnalazione dettagliata all’AGCOM, oppure nel caso decideste di divertirvi un po’ creando delle segreterie telefoniche dedicate, invece di limitarsi al blocco. Così per far perdere un po’ di tempo anche a loro, i rompiscatole dei call-center!

 

Nota*: alcuni Fritz!Box possono installare il firmware 6.50 e successivi solamente nei modelli tedeschi e non in quelli internazionali. Ad esempio il 7330, come appurato grazie ad un gentile lettore del blog e successiva conferma di AVM stessa (vedasi mia richiesta via Twitter e risposta di AVM).

Licenza Creative Commons
Questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


Decriptare file bloccati da Teslacrypt

Da un po’ di tempo i cosiddetti ransomware, virus che bloccano completamente i documenti nei PC con sistemi Windows cambiandone l’estensione e criptando il contenuto, sono diventanti un incubo. Per alcuni rari casi era stata trovata la chiave per sproteggere i propri file, senza dover pagare il riscatto in Bitcoin, dopo una massiccia operazione internazionale delle Forze dell’Ordine ed il ritrovamento dei server con le chiavi; però ad oggi vi sono diverse varianti che non è possibile sbloccare.

In questi giorni un colpo di fortuna, non si sa ancora se un ravvedimento bonario o meno, ha permesso di avere la chiave universale contro i danni da Teslacrypt v. 3 per i file bloccati con estensioni: .xxx / .ttt / .micro / .mp3

In sintesi, un ricercatore di ESET (produttore di antivirus) si era accorto che i server usati da Teslacrypt erano in spegnimento; si è allora collegato alla chat di “assistenza” (già, perché questi creatori di virus sono pure gentili!) chiedendo se sarebbe stata rilasciata la chiave di sblocco e con sorpresa gli è stato risposto affermativamente 🙂

Teslacrypt decrypt

Quindi dal sito Bleeping Computer (ottima fonte di tool antivirali) potete scaricare il programma TeslaDecoder di decriptazione contro Teslacrypt.

Qui potete leggere la spiegazione in Inglese:
http://www.bleepingcomputer.com/news/security/teslacrypt-shuts-down-and-releases-master-decryption-key/

Aggiornamento dic. 2016: se siete bloccati dalla versione 4 (che non modifica l’estensione dei documenti), provate con RakhniDecryptor, scaricabile da questo elenco di decriptatori: https://noransom.kaspersky.com/

Licenza Creative Commons
Questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Recuperare i Messaggi persi nel Mac, grazie a Time Machine

Qualche giorno fa ho aperto l’applicazione Messaggi sul Mac ed ho avuto la brutta sopresa di trovare tutto vuoto! Spariti gli SMS, scomparsi gli iMessage e tutte le foto associate. Panico.

Poi ho pensato che sicuramente Time Machine avrà eseguito un backup ed infatti per fortuna era così. Vi spiego cosa recuperare e quale è la sequenza corretta delle operazioni da seguire.

Se non usate Time Machine su OS X, ma avete qualche altro tipo di backup, forse siete ugualmente salvi perché l’importante è ritrovare un’unica cartella del sistema operativo.

  1. Aprire Messaggi sul Mac, selezionare il menù Messaggi -> Preferenze / Account e cliccare sul bottone “Esci”, a destra del proprio ID Apple
  2. Chiudere la finestra delle preferenze ed uscire dal programma
  3. Andare nel Finder e selezionare il menù Vai, tenendo premuto il tasto option (alt), scegliere Libreria e cercare “Containers” con all’interno “com.apple.iChat” e cancellarla
  4. Sempre dentro la Libreria, aprire la directory “Messages”
  5. Dal menù di Time Machine, selezionare “Entra in Time Machine” e si aprirà l’abituale schermata per sfogliare i backup in base alla directory in cui ci si trova nel Finder (ossia Messages)
  6. Sfogliare il backup più recente di Messages sicuramente completo (si vede anche dalla dimensione), selezionare tutte le cartelle e ripristinare, confermando la sostituzione (magari per sicurezza prima create una copia degli originali sul desktop)
  7. Riaprire l’applicazione Messaggi, tornare nelle Preferenze per ricollegare il proprio account Apple, chiudere Messaggi, riavviare il Mac

Se alla prima apertura dopo il riavvio la schermata di Messaggi fosse ancora vuota, chiudete e riaprite nuovamente il programma.

Purtroppo al momento non è possibile recupare gli iMessage direttamente via iCloud, anche se avete sincronizzato i vostri dispositivi, pertanto l’unico modo è quello descritto sopra.

Licenza Creative Commons
Questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Verificare se un iPhone/iPad/iPod è bloccato, perso o rubato

Prima di comprare un iPhone usato, è sempre meglio verificare che il precedente proprietario lo abbia “liberato” e che non risulti rubato (anche quando fosse nuovo, a dire il vero).
Questo controllo si poteva effettuare pure per iPad, iPod Touch ed Apple Watch, tramite la funzione di verifica Activation Lock dal sito Apple fino alla fine di gennaio 2017, poi Apple ha tolto questa funzione senza dare spiegazioni, pare per motivi di sicurezza.

Adesso le istruzioni aggiornate sono qui: https://help.apple.com/icloud/?lang=it#mm25565a6496

Infatti così come è bene attivare la funzione Trova il mio iPhone (Find My iPhone), simile a Trova il mio Mac (utile specialmente sui portatili), per ritrovare il proprio dispositivo nel caso venisse perso, così è d’obbligo sbloccarlo prima di rivenderlo! Altrimenti il nuovo proprietario non potrà usarlo, neanche in caso di cancellazione dei dati. Grazie al blocco dell’attivazione, si può impostare un messaggio di avviso ed un codice di sblocco, così da informare chi lo dovesse trovare oltre a ricevere una email che ci avvisa sull’ultima posizione rilevata.

È anche possibile avere molte informazioni sul proprio dispositivo, sia di Apple che di altre marche quali Samsung, HTC, LG e Motorola, tramite il codice IMEI di ogni apparato. In questo caso grazie al sito SNDeepInfo.

iPhone IMEI

Nello stesso sito si può anche registrare l’IMEI del proprio cellulare per segnalarlo come perso, rubato o ritrovato: http://sndeep.info/en/lostolen

Per trovare il codice seriale e l’IMEI di un dispositivo con iOS, bisogna aprire le Impostazioni -> Generali -> Info e scorrere la schermata, dove sono mostrati il numero di serie, l’indirizzo MAC Wi-Fi e Bluetooth, il codice IMEI e ICCID.

Licenza Creative Commons
Questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Redirect errati in siti multilingua con WordPress 4.4

Se gestite un sito multilingua e vi accorgete che di colpo le pagine o gli articoli scritti in una lingua vengono redirezionati su un’altra, pensate se ciò sia successo dopo che avete aggiornato WordPress alla versione 4.4!

In tal caso siete probabilmente incappati in un bug che è stato riscontrato da più persone, ma che in molti casi si può risolvere aggiungendo un pezzettino di codice nel file functions.php , oppure molto semplicemente col comodissimo plugin Code Snippets che consiglio caldamente per la gestione di snippet in quanto si possono facilmente aggiungere, commentare, disattivare a piacimento.

Il codice per sistemare il bug è questo e pare funzionare sia per Polylang che per WPML:

function fix_35012_wp_old_slug() {
        global $wp_query;

        if ( $wp_query->post_count > 0 ) {
                remove_action( 'template_redirect',  'wp_old_slug_redirect' );
        }
}
add_action( 'template_redirect', 'fix_35012_wp_old_slug', 5 );

Quando WordPress verrà aggiornato nuovamente, si potrà togliere questo codice e verificare se il bug sia stato eliminato.

Riferimenti:
https://core.trac.wordpress.org/ticket/35031#comment:31
https://wpml.org/forums/topic/after-updating-wpmlwp-some-posts-automatically-redirect-to-english-version/page/2/#post-771536

Aggiornamento 07/01/2016: il problema è stato risolto con la versione 4.4.1 di WordPress, per cui quel codice temporaneo si può rimuovere.

Licenza Creative Commons
Questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Tutto pronto per OS X El Capitan!

In queste ore sarà disponibile anche nell’App Store italiano la versione pubblica del nuovo sistema operativo OS X, che si chiama “El Capitán“.

Il nome deriva da una montagna che si trova in California: https://en.wikipedia.org/wiki/El_Capitan

 

Sul mio iMac, per preparare il sistema prima dell’installazione, ho fatto così:

  • verifica degli aggiornamenti per tutti i programmi (alcuni che alla fine non uso mai li ho eliminati, usando App Zapper); si può fare “a mano” oppure con MacUpdate per quei programmi che non sono stati scaricati/comprati dall’App Store
  • riavviato in modalità ripristino (cmd-r all’avvio) per verificare la struttura del disco e riparare i permessi
  • riavviato in modalità sicura (tasto “shift” all’avvio) e fatto partire Onyx (http://www.titanium.free.fr/onyx.html) per eseguire le pulizie di routine, eliminare tutti i resoconti di sistema, le cache, i file temporanei utente/sistema e ricreare gli indici, così ho recuperato ben 4 GB di spazio sull’hard disk
  • riavviato normalmente, eseguito TimeMachine e anche CrashPlan per il backup criptato online.

Ora attendo di vedere quanto lentamente andrà l’App Store, come ogni volta che Apple fa uscire qualche grosso aggiornamento! 😀

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!


post

Elenco scocciatori telefonici in blacklist

Ho deciso di pubblicare l’elenco dei numeri telefonici dei call center particolarmente insistenti che ho messo in blacklist nel mio centralino (AVM Fritz!Box)

Avevo iniziato le segnalazioni nel Newsgroup “it.news.net-abuse”, pur non essendo propriamente in-topic col gruppo, in quanto era già in corso una discussione sul blocco preventivo facilmente attuabile con gli apparati Fritz!Box di AVM.

Ora è arrivato il momento di diffondere in modo più generale queste informazioni, che verranno periodicamente aggiornate.

Una nota di colore: la maggior parte delle signorine che chiamano hanno uno spiccato accento est-europeo, dubito che siano davvero fisicamente nelle città italiane del prefisso chiamante, per cui l’AGCOM dovrebbe seriamente verificare, considerando che questi numeri sono reperibili su diversi siti dove è possibile segnalare gli scocciatori!

 

Nota per gli spammer: se vedete qui un vostro numero e credete di non doverci essere, fornitemi la prova del mio consenso preventivo a ricevere le vostre proposte (al 99% per niente interessanti).

Aggiornamento:
per non essere limitati nella quantità di numeri singoli da bloccare, o da deviare, ho scritto una guida passo passo su come creare delle rubriche di tipo “blacklist”.

Numero chiamante bloccato
Call-center scocciatore
0289445854 agenzia Fastweb insistente
0237901822 British Telecom (BT Italia)
0239198728  British Telecom (BT Italia)
0289445706  agenzia Fastweb
024795176 British Telecom (BT Italia)
0247951763 British Telecom (BT Italia)
0237901357 British Telecom (BT Italia)
0456892 Vodafone
0575083041 Vodafone (call center in Albania)
0575083042 Vodafone (call center in Albania)
0289445890 Fastweb
0289445895 Fastweb
0289445997 Fastweb
0289445844 Fastweb
0289445874 Fastweb
0289445501 Fastweb
0289445761 Fastweb
0697629939 Fastweb
0289954757 Fastweb
0899430037 Fastweb
0808647418 Fastweb
0802147745 Fastweb

Licenza Creative Commons
Questo articolo è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Questo articolo ti è stato utile? Ti sarò grato se vorrai mandarmi una donazione libera con PayPal!